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La culla del gusto e dei sapori
Alta Marca, la terra dello spiedo
La Marca Nord di Treviso vanta numerosi prodotti enogastronomici con denominazioni di origine che ne garantiscono la qualità e l’autenticità. Uno dei più rappresentativi è lo Spiedo, carne cotta lentamente allo spiedo sul fuoco, chiamata in dialetto «larin».
Le tecniche, tramandate nel corso dei secoli, sono stabilite e raccolte in un disciplinare , che comprende la scelta delle carni, i metodi di cottura, i condimenti, i tipi di legna e le attrezzature:
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pezzi regolari e omogenei di pollo, costine e collo di maiale intervallati da “lardelle” e foglie di salvia;
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legna di carpino o faggio accesa ore prima;
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gli spiedi sul girarrosto a circa 40 cm dalle fiamme;
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molta pazienza e cura per una cottura lenta, che dura oltre cinque ore.
L’operazione va seguita con attenzione e sapienza, regolando la fiamma, salando la carne al momento giusto, per gustare infine tutti insieme el spéo in tola (lo spiedo sul tavolo), caldo e saporito, croccante fuori e morbido dentro. Spiedo che va servito immediatamente perché si dice che «lo spiedo non è democratico, quando è pronto è pronto, non aspetta nessuno!»
Da non perdere lo Spiedo Gigante (dal 1956) da fine settembre a metà ottobre a Pieve di Soligo, che rappresenta da allora il punto di riferimento per il pollame arrosto, una vera e propria “casa dello spiedo”.

MANGIARE... BERE... GODERE...
SAPERI E SAPORI
Oltre che il Prosecco, la cucina trevigiana non è famosa solo per il famoso Spiedo. C’è un altro prodotto che spopola nelle tavole familiari e sugli schermi tv: il radicchio rosso. In realtà di radicchi ce ne sono molti, dalle forme e colori particolari, tra loro il re senza dubbio è il Radicchio Rosso di Treviso Igp.
La coltivazione è individuata nell’area lambita dal Sile, che grazie all’acqua di risorgiva permette l’imbiancamento dei cespi durante l’inverno. Un altro famoso radicchio è quello Variegato di Castelfranco Igp. Lungo le sponde del Piave, sulle sabbie defluite nel corso dei millenni, sono andate espandendosi le coltivazioni dell’asparago, soprattutto quello bianco. È una prelibatezza primaverile che impegna numerose famiglie di agricoltori nelle campagne di Ormelle, San Polo, Maserada, Cimadolmo. L’asparago viene prodotto anche a Badoere che merita una vista per la spettacolare rotonda porticata. Tra i piatti tipici ricordiamo gli “asparagi con le uova” ma anche le “vellutate”.
Il tutto va accompagnato da un buon bicchiere di vino: i pregiati Doc e Docg, tra cui il famosissimo Prosecco, i corposi vini rossi del Piave come il Raboso e quelli dei Colli Asolani e del Montello. Tra i prodotti abbinabili i formaggi, dalla cremosa Casatella Dop al Formajo Imbriago ai formaggi del Grappa (Morlacco e Bastardo), gli insaccati come la soppressa trevigiana, le ciliegie dei colli asolani, i marroni del Combai, i funghi e le patate del Montello, i peperoni di Zero Branco.
L’abbondanza di acque favorisce la presenza di anatre e oche, mentre in città era usanza cacciare i giovani piccioni. Uccelli, conigli e selvaggina vengono accompagnati dalla salsa peverada, a base delle frattaglie tritate dell’animale condite con abbondante pepe.
Il maiale costituì la “carne di base” per il mondo rurale, così come le trippe di bovino, di cui esiste una variante “alla trevigiana” cotta a lungo in brodo di manzo. Una provincia ricca d’acqua non può trascurare il pesce a partire dalla trota anche se la regina della tavola era l’anguilla (bisàta): può essere cucinata in técia (“in pentola”, cioè in umido) o all’ara (griglia). E finiamo in dolcezza con il Tiramisù: gustoso e delicato, è costruito su strati di mascarpone e biscotti savoiardi imbevuti di caffè, con una spolveratina finale di cacao. L’origine è contesa tra Veneto, Friuli e Toscana ma pare che sia stato ideato nel ristorante trevigiano “alle Beccherie” sul finire degli anni Sessanta, come scrisse l’enogastronomo Giuseppe Maffioli. Il nome del dolce in veneto, tiramisù, sarebbe stato adottato per le sue capacità nutrizionali, anche se alcuni affermano maliziosamente che il nome sia dovuto a presunti effetti afrodisiaci.

UN PICCOLO SUGGERIMENTO
Attenti agli orari per pranzo e cena ; ristoranti e maggior parte i punti di ristori sono aperti dalle 12,00 - 14,30 e alle 19,30 - 23,00.
E' di buona educazione di rispettare gli orari di apertura.
Se no, "il cuoco vi sparerà".